A partire dal luogo comune che:
“voi agilisti siete figli dei fiori perchè non avete date….. “
ho strutturato un percorso a tappe con tema “Van che deve andare a Woodstock per suonare un live“
L’idea era che all’interno di questo van, viaggiassero i gruppi di nuovi agilisti che poi una volta arrivati a Woodstock avrebbero suonato il loro inedito.
Si parte dai concetti base, si approfondisce su specifici argomenti per poi chiudere con obiettivi concreti quindi essenzialmente passando da quello che è lo sviluppo di un mindset alla realizzazione di cose!

Come tutte le mie sessioni di talk o di teach, parto dal perchè; come dice il buon Sinek, tutto parte da lì e solo se le persone hanno chiaro il perché bisogna cambiare qualcosa, iniziano a farsi domande; da lì si passa velocemente dal cosa al come.
Il percorso parte dalla storia, dagli anni 30, facendo una panoramica su come funzionava il tutto e sul come le cose siano state sempre complicate, fino a intercettare gli step che in parallelo che hanno costruito la via “Agile” fino a quando nel 2001 c’è stata la proclamazione dell’amato “Manifesto for Agile Software Development“.
Dato che i team avrebbero poi successivamente lavorato su ispirazione SCRUM, abbiamo fatto un approfondimento, sempre a partire dalla storia e dai progetti spaziali, raccontando con metafore e esempi: accountabilities, artefatti ed eventi.
Per poter lavorare come team, bisogna sapere cosa significa essere un Team, ed ecco che un nuovo WS dedicato ai Team, prende vita.
Non è cosa scontata conoscerne la differenza: siamo abituati a lavorare in gruppi di lavoro con obiettivi personali o di reparto, lavorare per un obiettivo comune superpartes, richiede una certa spinta che si può avere solo comprendendo a fondo cosa significa “lavorare insieme” e avendo obiettivi comuni, anche economici.
Come in tutte e altre sessioni, abbiamo utilizzato anche un po’ di serious play, volto proprio a incrementare le fiducia e la relazione tra le persone.
La tappa della comunicazione, è la mia preferita.
Indaghiamo e mettiamoci in gioco su noi stessi. Parliamo di emozioni, assertività, iceberg, modi di comunicare, sintesi, ascolto empatico e mettiamoci in gioco su un’esercitazione particolarmente sfidante, a tratti imbarazzante 🙂 !
Infine, la tappa di coaching è stato un bel recap di quanto imparato con la promessa che saremmo arrivati poi a Woodstock con un pezzo da suonare sul palco! Ci siamo poi accampati nel Camp e i team dopo aver superato lo “Start” (il finish mi sembrava poco Agile e l’ho cambiato in “start” durante la scrittura di questo post) hanno continuato in autonomia nella scrittura della canzone e dei successivi album!
E’ stata un’esperienza davvero profonda, Teaching e Coaching a 8 team, 5 workshop per team, 180 persone con l’obiettivo di diventare agenti della trasformazione Agile di una grande azienda, è stata una delle sfide più belle che abbia mai affrontato e soprattutto, in prima linea!
Se vuoi maggiori informazioni sull’Agile Van e del se potrebbe essere un buon metodo per la crescita della tua organizzazione, o semplicemente vuoi il template del VAN pulito e in alta definizione, batti un colpo che ne parliamo.

Qui trovi un po’ di feedback:


